COPPETTA MESTRUALE – questa (s)conosciuta

Valida alternativa agli assorbenti classici, la coppetta mestruale è un dispositivo che viene indossato all’interno della vagina per raccogliere il fluido mestruale. Possiede vari benefici e vantaggi, tuttavia scegliere la più adatta al proprio corpo non è un procedimento semplice. Ma un passo alla volta, partiamo dalle basi.

Dalla sua nascita a oggi, ORUBC è passato dall’essere un gruppo dedicato prettamente alla cura dei capelli ricci al rappresentare uno spazio in cui persone di tutta Italia (anche sparse in tutto il mondo) si confrontano quotidianamente sui più disparati temi etici ed ecologici, e su come questi possano essere coniugati con la nostra frenetica esistenza nel ventunesimo secolo.

Data la maggioranza femminile dei membri di questa community, quale può essere uno dei dubbi e delle preoccupazioni ricorrenti in tema di tutela ambientale? Chiaramente la gestione delle mestruazioni.

QUALI SONO LE SCELTE CHE ABBIAMO?

Fortunatamente, sono diverse e adattabili alle esigenze di ognuna, in modo che ogni donna possa sentirsi a proprio agio con il proprio corpo. Qui vi elenco le più comuni:

  • Assorbenti igienici classici: con ali, senz’ali, profumati, colorati, delicati. La scelta c’è, ma facciamo bene attenzione ai materiali usati: rayon sbiancato, cotone e plastica (più quella dell’incarto), eventualmente con l’aggiunta di profumi e antibatterici. Sono lo strumento più pubblicizzato da media tradizionali, televisione in primis;
  • Tamponi interni: ancora cotone e rayon, più incarto ed eventuale applicatore, spesso in plastica. Sono quelli col più alto rischio di causare TSS (Sindrome da Shock Tossico), a causa delle micro-abrasioni che possono provocare nella vagina, dovute all’elevato potere assorbente del tampone, rischio che aumenta se vengono lasciati inseriti troppo a lungo o se si usano quelli col massimo livello di assorbenza;
  • Coppetta mestruale: un dispositivo dalla forma simile a un imbuto, fatto solitamente in silicone medicale o TPE (quindi niente lattice), che va inserito all’interno della vagina, in modo da raccogliere il sangue, anziché assorbirlo;
    coppetta mestruale
  • Spugnetta mestruale: possono essere sia usa e getta (ovviamente sconsigliate in questa sede) sia spugne di mare, che ci raccomandiamo di comprare da aziende che ne certifichino la provenienza e la raccolta sostenibile (noi consigliamo le spugne di mare di Cose della Natura);
  • Assorbenti lavabili: l’altra grande alternativa ecologica, possono essere in cotone, bambù o flanella;
  • Mutande assorbenti: la marca più famosa sono le Thinx. Sono lavabili e si usano in associazione o in sostituzione degli altri dispositivi (solitamente quelli interni).

Addio usa e getta. Sì alla coppetta mestruale!

Fortunatamente, negli ultimi anni, ci stiamo tutti rendendo conto che lo stile di vita condotto nell’ultimo mezzo secolo non è più sostenibile dal nostro pianeta, e che bisogna entrare in una nuova forma mentis, dove la comodità dell’usa e getta non sarà più concepita, se non dove strettamente insostituibile.

Uno sforzo da parte nostra sarà necessario sotto quanti più aspetti possibili, preferibilmente anche per quanto riguarda la gestione delle mestruazioni.

Questo articolo è stato scritto per chi ha deciso di intraprendere la via della coppetta mestruale, o per chi ancora magari è indecisa e vorrebbe saperne di più.

La coppetta mestruale esiste addirittura dagli anni ’30, tuttavia non ha mai goduto di molta pubblicità da parte dei media tradizionali, tant’è che molte persone ancora pensano che si tratti di un’invenzione recente.

Grazie alla diffusione di internet, infatti, questo dispositivo mestruale è riuscito a farsi conoscere dapprima in qualche nicchia, poi da un numero sempre maggiore di persone.

Nonostante questo, il boom che ha avuto è stato contemporaneamente la sua fortuna e la sua disgrazia: tante donne vi si sono avvicinate “all’avventura”, senza aver ricevuto istruzioni complete e corrette sul suo funzionamento o sul come sceglierla (non del tutto per colpa loro, visto che queste informazioni non sempre sono di immediata reperibilità). Risultato? Ad alcune è andata subito bene e si sono sistemate per anni, mentre altre hanno avuto un’esperienza deludente (se non disastrosa) abbandonando, così, l’idea.

Perde”, “la sento addosso”, “devo svuotarla ogni due ore”, “scende”.  La  maggior parte di queste problematiche non è dovuta a un corpo sbagliato o non adatto, bensì alla coppetta sbagliata per il nostro corpo.

OK, MA COME SI SCEGLIE LA COPPETTA MESTRUALE?

Immaginiamo di dover comprare un paio di scarpe: terremo conto inizialmente del tipo di scarpe di cui abbiamo bisogno (da ginnastica? Tacchi a spillo? Sandali?), sicuramente del numero e di come questo calza su di noi a seconda della marca, del materiale, magari anche del brand. Potremmo mai entrare in un negozio e comprare il primo paio di scarpe che ci troviamo di fronte, senza considerare nessuno di questi parametri né tantomeno provandole? Ovviamente no.

Coppette

Allo stesso modo, capita spesso di pensare di poter entrare in farmacia e comprare l’unica marca di coppetta che hanno disponibile, tenendo conto al massimo solo della misura (grande o piccola), quando invece avremmo dovuto tenere conto di molti altri fattori, che vedremo qui di seguito:

  • Tonicità del pavimento pelvico: per un  fine  semplice  come  la scelta della coppetta, si possono anche fare delle valutazioni “da sé”, anche se una visita da un’ostetrica specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico ci darà sicuramente più certezze, oltre ad aprirci gli occhi su come prenderci cura di questo complesso di muscoli di cui a malapena conosciamo l’esistenza.
    Un pavimento pelvico tonico (come dovrebbe sempre essere) farà stringere il raggio di ricerca intorno a coppette toniche o, ancora meglio, semi- toniche. Al contrario, un pavimento pelvico ipotonico o ipertonico richiederanno una coppetta più morbida (vi ricordo che l’ipertono è una condizione patologica che va curata tanto quanto l’ipotono. Non pensiate erroneamente che voglia dire “molto tonico” e che sia quindi un fattore positivo);
  • Altezza della cervice: va misurata inserendo un dito nella vagina,  nei primi due giorni di mestruazione. Tanto più la nostra cervice si posizionerà in alto nei primi due giorni, tanto più il corpo della coppetta mestruale dovrà essere lungo (e, probabilmente, in questo caso non si sentirà la necessità di tagliare il gambetto, visto che questo ci servirà per “localizzare” meglio la coppetta al momento del cambio);
  • Età: avvicinandosi ai 30 anni, è consigliabile scegliere coppette nella taglia grande, dato che solitamente queste hanno un diametro più ampio.
    Anche le ragazze particolarmente giovani (o che non hanno mai avuto rapporti) possono usare la coppetta, se lo desiderano: in questo caso sarà opportuno sceglierne una più piccola e tonica;
  • Eventuali parti o gravidanze, o altri tipi di interventi nella zona: anche questi andranno a influire sulla scelta della tonicità della coppetta, visto che vanno a modificare il pavimento pelvico;
  • Entità del flusso mestruale: questo dato ci indicherà orientativamente quanto capiente dovrà essere la nostra coppetta, e possiamo misurarlo tenendo conto di quanti assorbenti classici utilizziamo nei giorni di maggiore flusso.
    È opportuno ricordarci del fatto che, fondamentalmente, gli assorbenti mentono. Essi tendono a farci sembrare molto più abbondante il nostro flusso, dato che il sangue si sparge sul tessuto, mentre la stessa quantità in una coppetta risulta essere effettivamente poche gocce. Considerate il fatto che un tampone denominato “super plus” assorbe circa l’equivalente di 18ml, mentre la capacità delle coppette (misurata ai fori) va dai 15ml fino addirittura ai 35ml;
  • Eventuali sensibilità nella zona o patologie: cistiti ricorrenti, perdite di urina, predisposizione a emorroidi, cambiamenti importanti di peso, operazioni, dolore durante i rapporti, vulvodinia, e così via. Queste situazioni ci dovranno indirizzare verso coppette più morbide, ma anche e soprattutto verso una visita da uno/a specialista del pavimento pelvico, nel caso in cui già non fossimo seguite.

La tonicità del pavimento pelvico è uno dei fattori più importanti, perché da essa dipende la tonicità della coppetta mestruale che sceglieremo. Quelle presenti in commercio sono, a grandi linee, raggruppabili in toniche, semitoniche e morbide. Le coppette molto toniche raramente vengono consigliate, per scrupolo si preferisce andare sulle semitoniche anche in caso di pavimento pelvico tonico. Le morbide, invece, sono da considerare in caso di pavimento pelvico ipotonico o ipertonico: tuttavia, in questi casi, sarebbe prioritario farsi visitare da un professionista specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico, che indicherà gli esercizi e le cure necessarie.

tonicità coppetta

Trattandosi di salute, sono ovviamente sconsigliatissimi i rimedi e le cure fai da te.

PREZZI E COPPETTE ECONOMICHE

È venuto il momento: abbiamo preso coraggio, ci siamo decise a buttarci e provare questo nuovo dispositivo. I prezzi, però, ci sembrano quasi proibitivi, visto che raramente vanno sotto i venti euro, arrivando a volte fino a quaranta. A questo punto, è possibile che ci cada l’occhio su coppette molto, troppo a buon prezzo, rivendute su siti particolarmente economici e, per questo, allettanti.

È importante sottolineare, però, che di queste coppette non si conoscono le certificazioni, quindi non si hanno certezze sulla qualità dei materiali (o degli eventuali coloranti) utilizzati, cosa evidentemente di primaria importanza quando si vuole acquistare un dispositivo interno che andrà a diretto contatto con le nostre mucose per almeno cinque giorni di fila, ogni mese. L’acquisto di una coppetta sicura e certificata è un investimento sulla nostra salute, che difficilmente andrà vanificato se compreremo la coppetta giusta per noi al primo colpo, facendo una scelta mirata.

UTILIZZO DELLA COPPETTA

Una volta individuata la coppetta della giusta marca e nella misura adatta a noi, è importante capire come usarla.

  • Inserimento: per essere inserita in vagina, la coppetta va piegata su se stessa. Le pieghe più comuni sono quelle definite “a C” o “a tulipano”, trovarsi bene con una o con l’altra è molto soggettivo.

Mettendoci in una posizione comoda, spesso da sedute sul bidet, la coppetta piegata va inserita completamente in vagina, in modo che nessuna parte rimanga all’esterno. Se il gambetto sporge, possiamo prendere in considerazione la possibilità di tagliarlo tutto o in parte (magari dopo un po’ di prove, in modo da accertarci che il problema sia davvero quello e non un posizionamento scorretto). Generalmente, dopo qualche minuto, la coppetta sale e si posiziona da sola sotto la cervice, creando così il sottovuoto. Se non lo fa, possiamo aiutarci tirando leggermente il gambetto o ruotandola. La tonicità sarà, quasi sicuramente, la più compatibile con il nostro pavimento pelvico, anche se è bene tenere a mente che, ad esempio, le coppette più morbide sono meno scattanti di quelle toniche, per cui potrebbero faticare di più ad aprirsi.

  • Estrazione: la coppetta non va MAI estratta tirando semplicemente il gambetto. Mai. Questa scorretta rimozione, oltre a essere dolorosa, alla lunga potrebbe causare un prolasso.
    Per estrarre correttamente la coppetta, è necessario schiacciarla con le dita (indice e pollice o, in caso di coppette posizionate più in alto, indice e medio) in modo da assicurarsi di aver rimosso il sottovuoto. Solo a questo punto possiamo sfilarla, sempre evitando di farla riaprire. A volte, può darsi che sia necessario spingere con i muscoli pelvici in modo da farla scendere più agevolmente, mentre la mattina è consigliabile aspettare almeno una decina di minuti prima di provare a estrarla, poiché la coppetta tende a salire molto mentre dormiamo.

Le prime volte è molto probabile che, per agitazione e/o poca manualità, le fasi di inserimento ed estrazione siano più difficili. Questo, naturalmente, è normale.

Per quanto riguarda l’inserimento, è possibile fare una prova prima dell’arrivo delle mestruazioni. Comunque, questa servirà molto probabilmente solo per tranquillizzarci psicologicamente e non per darci vera e propria esperienza d’uso, dato che fuori dal periodo mestruale la nostra vagina è molto meno lubrificata, ostacolando così l’utilizzo della coppetta.

Per quanto riguarda invece la rimozione, è importante ricordarsi una cosa: la vagina è un canale di 8cm circa, quindi la coppetta non potrà andare da nessuna parte, né tanto meno perdersi all’interno del nostro corpo. Ai primi utilizzi, possiamo tentare l’estrazione prima dello scadere delle 12 ore, in modo che, se saremo troppo agitate (e quindi anche i nostri muscoli saranno più tesi), potremo riprovarci in un secondo momento, quando saremo più calme, senza rischiare di essere fuori tempo massimo.

MANUTENZIONE E PULIZIA DELLA COPPETTA

Una coppetta, se tenuta bene e sempre in riferimento alle indicazioni del produttore, può durare anche dieci anni. Visto che è nel nostro interesse (ecologico ed economico) farla durare il più a lungo possibile, è bene assicurarci di tenerla nel modo corretto.

Al cambio bisogna sciacquarla solo ed esclusivamente con acqua fredda. Niente sapone intimo (non ha il pH adatto e molto probabilmente contiene profumi). Niente salviette (a meno che non siano specifiche per coppetta e comunque solo in situazioni di emergenza). Niente acqua calda al cambio (tende a far macchiare il silicone e a far prendere odore).

Una volta al mese, prima dell’arrivo delle mestruazioni oppure una volta che queste sono terminate, la coppetta va disinfettata: il modo migliore per farlo (più sicuro per le nostre mucose e, allo stesso tempo, più “green”) è una semplice bollitura, che può avvenire sul fornello in un pentolino ad uso apposito oppure in microonde, in una tazza (naturalmente adatta allo scopo). Nel primo caso, basterà una bollitura di 5 minuti a fuoco medio; nel secondo, invece, 750W sempre per 5 minuti. In entrambi i casi, la coppetta deve essere completamente immersa nell’acqua e va tenuta d’occhio per evitare che rimanga troppo tempo sul fuoco e si bruci, intaccando la sicurezza del silicone.

La maggior parte delle coppette in commercio arriva con un sacchettino in stoffa, che ci servirà per riporre la coppetta al termine di ogni utilizzo. La coppetta NON va assolutamente conservata in luoghi non traspiranti, come contenitori chiusi o cassetti che vengono aperti raramente, questo per evitare la proliferazione batterica o di muffe. Riponetela, appunto, nel suo sacchettino (o in un semplice sacchettino in cotone), in un luogo pulito e asciutto, ad esempio un cassetto in camera che viene aperto frequentemente.

FAQ

I tamponi mi fanno male, perché con la coppetta dovrei trovarmi meglio?

Gli assorbenti interni e la coppetta sono dispositivi estremamente diversi. Mentre la coppetta è in silicone medicale e si limita a raccogliere il sangue, gli assorbenti interni assorbono. Solo che non assorbono solo il flusso mestruale, bensì anche la normale lubrificazione che è normale e giusto ci sia all’interno della vagina. Se diventerete felici utilizzatrici di coppetta, quando vi capiterà di dover usare in emergenza un normale tampone interno noterete sicuramente la fastidiosa sensazione di secchezza che esso, inevitabilmente, dà.

Passo tutto il giorno fuori, come può essere pratica?

La coppetta mestruale è molto più pratica di quello che si pensa. Se sono riuscita io ad utilizzarla in volo per la Nuova Zelanda (52 ore di viaggio tra voli e scali) e Luisanna in campeggio nella Death Valley, potete certamente riuscirci anche voi nella comodità di un bagno pubblico.
Basterà munirsi di una bottiglina d’acqua e di fazzolettini di carta. La coppetta si svuota nel water, basta sciacquarla e infilarla nuovamente. Quando poi rientrerete a casa potrete usare comodamente il vostro bidet o la vostra doccia. Un piccolo sacrificio per il benessere del nostro pianeta diciamo che ci sta tutto, no?
Inoltre, a meno che non abbiate un flusso davvero molto abbondante, vi ricordo che la coppetta può restare tranquillamente in vagina fino a 12 ore: spesso io la mettevo vuota al mattino, a casa mia, prima di andare in ufficio, e la svuotavo al mio rientro, 10 ore più tardi.

Si può utilizzare per fare il bagno in piscina o al mare?

Assolutamente sì. Anzi, è molto più igienica rispetto a un tampone interno, che inevitabilmente si impregna d’acqua.

Ho flusso abbondante. Il sangue ristagna?

Le norme igieniche legate alla coppetta prevedono che possa restare con assoluta sicurezza in vagina fino a 12 ore, prima di essere svuotata e inserita nuovamente. Il sangue non ristagna perché la coppetta crea un effetto sottovuoto, che rallenta molto l’ossigenazione del sangue e la conseguente proliferazione batterica. La coppetta stessa, poi, funge da barriera tra il sangue e la mucosa vaginale. Quindi non ristagna proprio nulla.
Chi ha flusso abbondante scoprirà con la coppetta di non averlo poi così limitante, al massimo dovrà svuotarla più spesso.

Si sente?

La coppetta è così confortevole che molte donne dimenticano di indossarla e, in molti casi, di avere le mestruazioni. Io stessa ho potuto constatare un miglioramento della qualità della mia vita durante le mestruazioni, anche in termini di crampi e fastidi: indossando la coppetta la vagina si rilassa e l’intensità dei dolori diminuisce sensibilmente.
Se, indossata la coppetta, avvertite la presenza di un corpo estraneo, quasi certamente non è inserita correttamente, oppure non si è aperta. Può accadere, inoltre, che il modello scelto non sia quello adatto.
Basterà rimuovere la coppetta e reinserirla, oppure cambiarla.
Alcune persone, come me, sono fortunate al primo colpo e sviluppano una certa dimestichezza di utilizzo già dopo un paio di cicli, altre persone richiedono più tempo, ma basta essere sicure e convinte della propria scelta.

Posso usarla con vulvodinia, cistiti frequenti ecc…?

Molte donne con disturbi di varia natura (vulvodinia, endometriosi…) utilizzano la coppetta senza problemi, ma consigliamo di consultarsi col proprio medico (specializzato in ostetricia o ginecologia) per un parere più professionale e una scelta più consapevole.

ph. credits : Donne con la coppetta

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